Dieci anni di Bitcoin, una rivoluzione diversa dalle altre
Editoriale

Dieci anni di Bitcoin, una rivoluzione diversa dalle altre

Tempo di bilanci

Questa settimana abbiamo festeggiato i dieci anni di Bitcoin, tempo di bilanci come ogni ricorrenza che si rispetti. In questi giorni sono fioccati i paragoni con altre innovazioni tecnologiche, tabelle comparative e grafici per comparare i tempi che ci sono voluti affinché impattassero in maniera concreta sulla società. La prima cosa che mi viene in mente quando leggo questi paragoni è se le altre rivoluzioni tecnologiche prese in considerazione abbiano a loro tempo toccato particolari interessi o lobby di potere. Se è vero che ogni novità va sempre a toccare una struttura preesistente, è anche vero che è difficile trovarne una decisa a conservare i propri privilegi come quella degli istituti ed intermediari finanziari. Considerato l’impianto su cui bitcoin e le altre criptovalute vanno a posizionarsi, questi dieci anni sembrano essere davvero poca cosa in rapporto all’adozione. Ai tempi fisiologici che una particolare innovazione impiega per diventare uno strumento di uso comune, bisogna aggiungere la particolare resistenza che viene messa in campo da chi detiene una sorta di monopolio su quel particolare mercato. 

Un altro 2014?

Non è certo il compleanno più felice per i sostenitori di Bitcoin, di certo non per  quelli giunti al suo cospetto negli ultimi 12 mesi. Il 2018 va sempre più assomigliando a quel 2014 che, dopo il super pump che portò bitcoin da 100$ fino a colpire e superare i 1000$, vide poi un susseguirsi interminabile di candele rosse. Per tornare a toccare quegli ATH bisognò aspettare l’inizio del 2017. Se da una parte questa può rappresentare una conferma che quella attuale sia solamente una fase, un ciclo che dobbiamo vivere e superare per poter ricominciare a crescere, dall’altro i tempi per provare a trovare delle spiegazioni si dilatano drammaticamente.

La ricerca di risposte razionali riguardo al rapporto causa-effetto non è infatti uno schema facilmente applicabile neppure ai mercati classici, figuriamoci ad uno sottile e giovane come quello elle criptovalute. Se è vero che rispetto al 2014 le condizioni generali intorno a questo mondo sono cambiate, che l’ecosistema è cresciuto e con lui tutte le strutture che si muovono parallelamente, è anche vero che bitcoin sembra pagare di nuovo lo scotto di una crescita innaturale.

Quando si parla di criptovalute tutto è soggetto a cambiamenti d’opinione isterici ed un elemento assume più o meno valore in maniera direttamente proporzionale allo svilupparsi della price action. Le motivazioni che si vanno a cercare nella speranza di dare una forma logica al mercato trovano riscontro solo in relazione ad un particolare movimento sul grafico, per poi perderlo repentinamente alla successiva inversione di tendenza. Diventa difficile, se non impossibile, riuscire a scindere quando siano le notizie a spingere l’andamento dei prezzi e quando invece accade il contrario.

Dieci anni di dolci contraddizioni

Sono passati dieci anni ma sembrano molti di più, per quante volte bitcoin è stato dato per morto, per il mistero che ancora avvolge la sua creazione e l’infinità di sfaccettature che hanno colorato questa avventura. Un moto di ribellione sempre più costretto a confrontarsi con quella stessa finanza a cui si oppone per poter davvero diventare grande. Il sogno della decentralizzazione da una parte e l’attesa dell’ingresso dei capitali istituzionali dall’altra, l’attesa per un’adozione di massa in opposizione al custodire gelosamente la nostra fetta di criptovalute rifiutandoci di spenderle nel quotidiano. Come se la massa, in fondo, non fossimo noi.

C’è una vita dentro questi dieci anni, una vita di contraddizioni e sentimenti che ha rapito la nostra attenzione ammaliandoci con un’idea di libertà e liberazione ma allo stesso tempo corrompendoci con le sue curve paraboliche e crescite esponenziali. Ogni giorno ci svegliamo e siamo pronti a giocare una partita su più tavoli. Abbiamo dovuto imparato a leggere i grafici ed a preoccuparci della custodia dei nostri fondi, a seguire le implementazioni tecnologiche ed a sopportare tutte le incertezze di un mercato non regolamentato. Un qualcosa che è in costante movimento, un gioco in cui abbiamo messo noi stessi e che ci cambia nel profondo, le nostre convinzioni sono cambiate con lui.

Una rivoluzione diversa dalle altre

La televisione ed il telefono sono state delle rivoluzioni tecnologiche che hanno stravolto la vita dell’uomo, ma di cui l’uomo era comunque un semplice fruitore. Questa volta è diverso. Che piaccia o meno, il denaro è alla base del nostro esistere sociale e bitcoin rappresenta una rivoluzione finanziaria. Una rivoluzione che ci mette di fronte ai sentimenti più contraddittori che popolano il nostro animo sviscerandoli come solo il cinismo che si accompagna al denaro è in grado di fare. Che si tratti di investitori o di chi lo vede come nuovo metodo di pagamento o di “store of value” poco cambia. Tocca quell’aspetto delle nostre vite per cui ogni giorno mettiamo sul piatto tempo, impegno e sudore. Bitcoin ci pone al centro, non più spettatori ma parte integrante di un’universo che si sta muovendo e costruendo intorno alla sua tecnologia.

Tanti auguri Bitcoin, cento di questi giorni!

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