La Cina Impone regole Repressive alle Piattaforme Blockchain
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La Cina Impone regole Repressive alle Piattaforme Blockchain


L’amministrazione cibernetica della Cina (CAC) ha stabilito le regole per le piattaforme cinesi Blockchain, al fine di avviare il settore verso uno “sviluppo ordinato“. Questi nuovi regolamenti, entreranno in vigore già a febbraio 2019.

Ricordiamo che la Cina aveva messo in atto, nel 2018, una serie di misure restrittive che di fatto hanno colpito l’intero comparto blockchain e delle criptovalute, con gravi ripercussioni a livello mondiale per tutto il settore. Verso la fine di ottobre 2018 la Cina ha legalmente riconosciuto le criptovalute come metodo di pagamento.

Le nuove regole, a primo impatto sembrano molto restrittive e non hanno nulla a che vedere con quell’ “anonimato” tanto auspicato, che ci si potrebbe aspettare da servizi decentralizzati. Di fatto queste misure avranno un impatto centralista, facendo si che le autorità possano avere il pieno controllo del settore blockchain e delle criptovalute.

La Cina Impone Le regole alle Piattaforme Blockchain

Le piattaforme cinesi di blockchain dovranno censurare il contenuto, consentire alle autorità l’accesso ai dati archiviati e controllare l’identità degli utenti secondo le regole stabilite giovedì da Pechino dall’organismo cibernetico (CAC).

Secondo la CAC queste regole “promuoveranno lo sviluppo sano e ordinato del settore“. Le aziende che violeranno tali regole potrebbero essere soggette a multe o procedimenti giudiziari.

Nonostante le regole alquanto repressive, Pechino afferma di incoraggiare la ricerca sulla tecnologia blockchain, che è meglio conosciuta per la registrazione di transazioni bitcoin, ma viene sempre più utilizzata in aree come il trading di petrolio greggio o il monitoraggio della supply chain e molti altri settori.

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