Bitcoin rompe il supporto e scatena il panico
Editoriale

Bitcoin rompe il supporto e scatena il panico

Bitcoin ha rotto violentemente il livello dei 6mila dollari, che aveva fatto da supporto per tutto l’anno, e si è scatenato il panico. Il segnale che molti aspettavano per abbandonare la nave, la conferma che il mercato ribassista è lontano dall’essere finito o solo la capitolazione che alcuni avevano anticipato? Per molti le emozioni stanno prendendo il sopravvento in queste ore, nonostante le buone notizie degli ultimi giorni.

Le news non impattano sul mercato

Il 16 Novembre il Financial Times ha riportato la notizia che la borsa di Zurigo, la quarta più grande d’Europa, questa settimana avrebbe quotato il primo ETP (exchange traded product) basato sulle cinque criptovalute più capitalizzate. La creazione di nuovi fondi di investimento dedicati al mondo delle criptovalute è sempre più frequente, mai come in questo momento si sono mosse le cose per consentire ai grossi players di settore di accedere a questo mercato con le garanzie che pretendono.

Anche dal punto di vista fondamentale non si può dire ci siano state brutte notizie. La crescente solidità del lightning network è sotto gli occhi di tutti, con oltre 4000 nodi attivi ed il costo per transazione abbattuto ad 1 Satoshi.

Un mercato facile da manipolare

Cosa sta succedendo allora al prezzo di Bitcoin? Il mercato delle criptovalute è costituito, per la maggior parte, da investitori inesperti e questo lo rende ancora più soggetto e recettivo alle manipolazioni rispetto ad altri contesti. “Paura ed avidità muovono i mercati”, tutti ripetono questa frase ma sembrano poi essere ben lontani dal comprenderne il reale significato. Se qualcuno volesse far crollare il prezzo di Bitcoin per favorire l’ingresso di grossi speculatori incontrerebbe sicuramente meno difficoltà che su altri mercati. Non solo per quanto siano sottili i volumi  sulle criptovalute, ma proprio per le caratteristiche dell’investitore medio. Un investitore molto meno avvezzo alle dinamiche proprie dei mercati finanziari.

Una crisi in arrivo o già in corso?

Siamo nel bel mezzo di una crisi finanziaria a tutti gli effetti. Titoli tecnologici in profondo rosso, con le aziende di riferimento che hanno perso fino al 30%; crisi del mercato valutario che non da segni di ripresa, al Venezuela (che è forse l’esempio più eclatante) si sono aggiunti paesi a rischio come la Turchia ed il Sud Africa ma anche insospettabili come la Cina ed il Giappone che, pur rappresentando l’economia “autoreferenziale” per eccellenza, ha dovuto fare i coti con uno Yen in grande sofferenza. Per non parlare di alcuni indicatori importanti come il prezzo del petrolio, ormai in caduta libera dall’inizio di luglio. Lamentarsi della manipolazione dei mercati è come lamentarsi per il freddo d’inverno. Quello che possiamo fare è studiare quello che succede, cercare di capirne le dinamiche e sfruttarle a nostro favore.

Un bene appetibile

Bitcoin è (e rimane) un bene appetibile. Un mercato ancora a bassa capitalizzazione, legato ad una tecnologia in rapida evoluzione ed intorno alla quale si sta polarizzando l’attenzione del mondo finanziario come poche volte è successo prima. Il fatto che abbia attirato investitori sprovveduti ed accecati da facili guadagni, così come squali senza scrupoli che ne hanno sfruttato la non regolamentazione per arricchirsi con progetti inutili, non ne cambia i fondamentali. Ed i fondamentali sono in continua crescita, sia dal punto di vista tecnico che per quanto riguarda il suo potenziale come strumento di speculazione finanziaria.

E’ proprio il crollo dei mercati  a rappresentare un’ulteriore possibilità per Bitcoin. Una riserva di valore che nessuno può sottrarti, decentralizzata e regolata solo attraverso algoritmi, rappresenta ancora di più qualcosa di potenzialmente utile durante una crisi finanziaria che sembra non risparmiare nessuno. Bitcoin potrebbe molto presto rappresentare il luogo più adatto dove mettere al sicuro i propri risparmi e l’ingresso di grossi capitali istituzionali è in grado di ribaltare il sentimento di mercato più in fretta di quanto si possa immaginare. Mai come in questo momento è vero l’assunto per cui non bisognerebbe guardare l’andamento del prezzo ma assicurarsi che ricerca e sviluppo proseguano.

Il fatto che non ci siano spiegazioni di carattere fondamentale a giustificare questo crollo è solo un fatto positivo, bisogna esser contenti che si tratti di pura speculazione. Sarebbe stato meglio un intoppo a livello tecnico o un ostacolo insormontabile riguardo la scalabilità? Solo un folle potrebbe pensare una cosa del genere per puro soddisfacimento del suo bisogno di trovare sempre una spiegazione razionale alle cose.

Perché sei entrato sul mercato di Bitcoin?

Bisogna decidere da quale parte della storia stare, riflettere sulle motivazioni che ci hanno spinto ad entrare in un mercato come quello delle criptovalute e rispettare i propri piani e le proprie regole. In gioco ci sono alcuni tra gli interessi più importanti su cui si fonda la nostra società. Se qualcuno ha pensato che sarebbe stata una passeggiata far prevalere un’idea libera e decentralizzata come quella di Bitcoin ad un sistema deciso a conservare ai propri privilegi come quello delle banche e degli intermediari finanziari, ha fatto decisamente male i propri conti.

Chi sostiene Bitcoin come alternativa critica allo strapotere degli istituti centrali ha deciso di fare una scelta a lungo termine, non è necessario controllare i grafici quotidianamente. Se si decide di utilizzare Bitcoin come strumento di speculazione finanziaria, invece, è d’obbligo studiare e fare pratica come si sarebbe dovuto fare per qualsiasi altro mercato. Niente cresce senza sosta, tantomeno qualcosa che, per sua natura, si pone come antagonista di un settore forte come quello della finanza tradizionale.

Vista in un contesto più generale e con un’occhio distaccato, la capitolazione del prezzo non è per forza qualcosa di negativo così come non lo è un mercato ribassista che costringa le aziende a sviluppare seriamente quello che hanno promesso. Siamo solo all’inizio di una guerra che si propone di mietere vittime illustri, bisogna essere pronti a periodi come questo ed imparare a guardare le cose dalla giusta prospettiva. Sarà una scalata lunga e faticosa, costellata da battute d’arresto e colpi di coda di un mondo che non ha nessuna intenzione di farsi liquidare tanto facilmente.

 

 

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